Isola d'Elba, al mare al riparo dai venti

La brezza all'Elba è di casa, siamo su un'isola. Questa è decisamente una delle sue principali caratteristiche: il clima del nostro meraviglioso fazzoletto di terra circondata dal mare è in gran parte legato all'andamento delle correnti marine che lo lambiscono, è influenzato dai venti che ne solcano i vasti cieli. Aggiungiamo poi che la particolare conformazione del territorio, così sinuosa, dalle altimetrie variabili, fatta di insenature aperte o raccolte, costellata da un grande numero di spiagge, offre la possibilità di spostarsi facilmente tra un versante e l'altro, alla ricerca dei luoghi adatti alle proprie esigenze, per trovare l'ambiente più adatto alle nostre esigenze, a seconda dei venti del giorno.

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"I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli."
(Khalil Gibran)

Aprile all'isola d'Elba è sinonimo di Primavera in festa, di fioriture spontanee, di bellezza naturale. Il clima in questo periodo è variabile, l'aria fresca si abbina perfettamente al sole che già scalda, qualche goccia di pioggia ravviva le piante erbacee, le foglie del manto verdeggiante che ricopre l'isola sono più lucide. Venendo in vacanza qui sono molte le attività outdoor che si possono già fare con soddisfazione. Se siete sportivi, si può fare un bel giro in kayak da mare, con muta leggera ovvio. Oppure si può scoprire il territorio con dinamismo in sella ad una mountain bike ben attrezzata.Si può fare hiking, o trekking che dir si voglia, per temprare il corpo e bearsi dei paesaggi infinti in cui il verde e il blu avvolgono ogni luogo. Ma noi, proprio in questa stagione, vi invitiamo a fare lunghe, semplici, piacevolissime passeggiate adatte a tutti nei campi incolti, nei prati rigogliosi dell'isola, oppure nei boschi, dove gli alberi ad alto fusto fanno ombra ad un sottobosco che ricorda fiabe e leggende.

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“Chissà cos’è successo a questo povero paese che tra i tanti patrimoni s’è perduto anche il mare! Anzi, il mare prima degli altri: già quando, agli albori della ricostruzione post bellica, ci si lasciò tentare, sedurre e comprare dalla dottrina dell’industrializzazione prima e del turismo subito dopo, come panacea di tutti i  mali. Due inique scelte a senso unico, radicate in una visione solo economicistica e materialistica del vivere, con il denaro eretto a soggetto anziché ad oggetto, a simbolo della quantità; la qualità (e ce n’è ancora tanta in questo Paese nonostante la guerra) fu messa, lei, sul mercato come merce, come oggetto di speculazione. Il mare, in quanto serbatoio apparentemente inesauribile di qualità e di diversità, fu subito adocchiato per una golosa predazione sistematica. Ma non accadde soltanto questo. A monte delle scelte sbagliate, già c’era l’avere rinnegato la cultura nostra, mediterranea, per quella d’oltre atlantico. E forse la cultura nostra era comunque morta, in guerra. Le guerre non si dovrebbero fare non soltanto per i milioni di morti, ma per quell’unico morto che è la cultura dei popoli. La violenza è l’anticultura per eccellenza…”
 
(Gin Racheli – Isole ed Insularità futura , 1996).
 
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Pasqua all'isola d'Elba è sinonimo di tradizione mista a un tocco di romanticismo.

Con l'arrivo della Primavera, il clima qui si fa dolce, è tempo di esuberanti fiorture nei campi, e di primi amori. In cucina si preparano dolci semplici e saporiti, che affondano la loro origine nella religione strizzando l'occhio ad aspetti prosaici e apotropaici.

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