Gli ospiti della nostra isola potrebbero chiedersi cosa fare in una giornata nuvolosa. Come passare il tempo in un piccolo posto come l’Elba?!  Ebbene, l’Isola d’Elba, nonostante sia considerata una piccola isola è la terza isola italiana per dimensione ed è ricchissima di testimonianze storiche delle diverse civiltà che l’hanno frequentata. 
L’alternativa alle stupende spiagge? Visitiamo il cuore della città di Portoferraio. 
Infatti è proprio a Portoferraio, epicentro dell’isola e meraviglioso paese, che posso avventurarmi in un’esperienza unica ed irripetibile: con un ticket di soli €7,00 inizio un “viaggio” alla scoperta della storia dell’Isola d’Elba ed in particolare di Portoferraio ai tempi del Granducato di Toscana.
Con l’aria fra i capelli percorro in vespa la famosa Calata Mazzini e Matteotti, ovvero il meraviglioso lungomare di Portoferraio, osservo le persone che passeggiano tranquille comprando souvenir nei moltissimi negozi o bevono semplicemente un caffè gustandosi il panorama mozzafiato del golfo di Portoferraio con le numerose imbarcazioni (da pescherecci, a velieri e yacht di persone famose) ed in particolare con la Torre del Martello come sfondo; ed è proprio da quel promontorio chiamato Linguella che inizia il nostro viaggio. 
Parcheggiata la vespa entro nell’area archeologica della Linguella, come prima cosa visito il Museo Archeologico che presenta la storia dell’Isola d’Elba, in particolare l’arco cronologico dalla fine del VIII a.c. all’inizio del V d.c. È impressionante scoprire quante popolazioni diverse sono passate su quest’isola, e non si tratta solamente dei più famosi Etruschi per l’estrazione del ferro o dei Romani per le terme, ma di moltissime popolazioni che hanno usato l’isola per il commercio marittimo del vino, e come testimonianza abbiamo diversi relitti a pochi metri dalla costa dove sono state ritrovate le stupende anfore ora esposte al museo. La bellezza ed unicità di questo piccolo museo su due piani, oltre ai materiali esposti in vetrinette con i relativi pannelli didattici, sono le anfore poggiate su uno strato di sabbia con sfondo il mare; ciò permette al visitatore di immergersi completamente nelle sue fantasie, fingendosi un pirata su un’isola sperduta con il suo bottino.
Finito questo sogno ad occhi aperti proseguo il nostro viaggio salendo sulle mura della Torre del Martello, dove vi è un panorama mozzafiato: la vista di Portoferraio, o meglio di Cosmopoli come era chiamata ai tempi del Granducato di Toscana in onore di Cosimo I de’ Medici.
Entusiasmo e sensazione di libertà indescrivibile percorrendo questo breve ma intenso passaggio sulle mura che una volta difendeva la città; poi è sorprendente scoprire che questo corridoio un tempo lungo 135 metri, arrivava fino al molo del Gallo e veniva usato per riscuotere il dazio della dogana e che questa torre utilizzata fino a metà ‘700 come magazzino del sale e per la tonnara, poi trasformata in carcere, è oggi invece, un bene del patrimonio culturale e il posto ideale per mostre, eventi e come sfondo da cui far partire i fuochi d’artificio per la festa del patrono di Portoferraio.
Già entusiasta per quello che ho appena scoperto riprendo la vespa e via che il viaggio continua: entro nel centro storico di Portoferraio attraversando l’arco dell’orologio, poi la piazza del comune e proseguo per via Guerrazzi.  Eccomi con l’adrenalina alle stelle e la piantina in mano del percorso che dovrò fare per visitare le Fortezze Medicee; sto partendo da Porta a Terra, subito incontro turisti nelle mie stesse condizioni, ovvero entusiasti come bambini per l’avventura che ci aspetta, per la nostra caccia al tesoro. Neanche 10 metri e sono già ferma affascinata dalla vista del golfo, fotografo le navi da crociera che stanno arrivando e proseguo per il Bastione Veneziano sempre con la piantina in mano. Lungo il sentiero passo per l’Enoteca delle Fortezze dove è possibile gustare i prodotti tipici dell’Isola d’Elba (ad esempio l’Aleatico), mi fermo sotto dei magnifici fichi gustandone il frutto e attraverso il Bastione della Carciofaia dove vi è una magnifica pineta in cui poter fare un pic-nic, studiare in tranquillità sentendo in sottofondo solamente le onde del mare infrangersi sulla scogliera.
Dopo questa pausa meditativa arrivo al Forte Falcone, eretto nel 1548, uno dei capisaldi del sistema difensivo della città insieme al Forte Stella e alla Torre della Linguella che abbiamo appena visitato.
Percorro i lunghi corridoi che originariamente costeggiavano il fossato e noto subito la bellezza straordinaria per l’impressione di essere in un castello di sabbia che la nuova tintura ci offre.
Trovandomi sulla collina più alta di Portoferraio, inutile dire la stupenda vista panoramica dell’intera città, dalle persone piccole come formiche che passeggiano per le viuzze del centro, o alla ricerca della Villa dei Mulini, ovvero quell’edificio giallo proprio a pochi metri da noi che una volta era la casa invernale di Napoleone, al verde che circonda la baia, fino alla presenza predominante del Castello del Volterraio collocato su un colle.
Mi sposto un po’ fuori le mura. Cerco Forte Inglese, piccolo ma straordinario gioiello del 1700. La sua visita è sorprendente e il panorama dalla terrazza è mozzafiato.
Purtroppo questo straordinario viaggio è arrivato al termine, quindi contenta e affascinata dai moltissimi tesori nascosti che l’Isola d’Elba ha da offrire decido di finire la giornata gustandomi un bel gelato sul muretto della spiaggia delle Ghiaie aspettando che il sole vada a dormire e programmando già la prossima straordinaria avventura alla scoperta di questa meravigliosa isola.
 
 
 
 

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